Festa della Consolata a Bravetta (19 giugno 2010)

Con i piedi ancora doloranti per aver ballato come un matto la pizzica, vi racconto il pomeriggio e la serata passati nella spensieratezza più assoluta... Tanto che a Bravetta ho anche dimenticato le mie pantofole!
Il cortile antistante la casa di Bravetta inizia a riempirsi inspiegabilente di gente, tutti invitati dai ragazzi del Seminario: parenti, amici, colleghi animatori in parrocchia, compagni di corso appartenenti ad altre congregazioni... E infatti un giovane francescano che non parla italiano mi confonde per un francese.








La festa inizia proprio con la Messa, presieduta dal provinciale italiano, p. Giorgio, insieme ad altri padri della Consolata e non che concelebrano insieme a lui.



Animano proprio loro la Messa, con balli e canti alla emmegiemme (multietnici cioè): ecco qui Dawinson, grande esperto di chitarra.

Ed eccomi, molto attento ad ascoltare l'omelia.


Questo è p. Osvaldo di Specchia... Non so se lo conoscete...

Momento molto importante della Messa è l'invio missionario. Al termine dei tre anni di studio, preghiera, vita comunitaria, pastorale nelle parrocchie vicine, i ragazzi vengono "mandati a quel Paese" a fare un anno di pastorale missionaria. Sono i cosiddetti "partenti": Pietro in Mongolia, William in Italia, Marco in Tanzania e Alexander in Costa d'Avorio.



(fine prima parte)









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